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venerdì 5 febbraio 2016

Francesco Hayez a Milano

Dal 7 novembre 2015 al 21 febbraio 2016 Gallerie d'Italia ospita la più grande mostra mai realizzata a Milano sul genio romantico Francesco Hayez.  




Piccola Milano vi vuole svelare qualche curiosità su uno degli artisti più noti della nostra città.

Il primo dipinto che si incontra visitando la mostra è il Gruppo della famiglia del pittore con il primo autoritratto, realizzato nel 1807, in cui si può vedere la rappresentazione del pittore di ciò che gli cambiò la vita e che probabilmente gli permise di diventare il pittore che oggi noi conosciamo.  Francesco Hayez veniva infatti da una famiglia di condizioni modeste, ma a cinque anni venne affidato ad una sorella della madre, sposata con Giovanni Binasco, mercante d'arte benestante.
Laocoonte, Francesco Hayez, 1812

Il magnifico Laocoonte ci permette di conoscere un piccolo aneddoto sull'artista: per realizzare al meglio il grande serpente che avvolge l'indovino, Hayez tenne per giorni nella sua stanza del collegio un serpente raccolto nei dintorni di Castel Sant'Angelo e quando ebbe finito pensò bene di gettarlo giù dalla finestra.
 
E arriviamo all'opera simbolo non solo di questa mostra, ma anche del Romanticismo italiano e della città di Milano: Il Bacio. Sono qui esposte le tre versioni del 1859, 1861 e 1867. 


Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV,
Francesco Hayez, 1859

La prima opera è stata realizzata nel 1859 quando, dopo l'insuccesso dei moti del 1848, l'animo dei patrioti si riaccese in seguito agli accordi di Plombières stipulati da Napoleone III e Camillo Benso Conte di Cavour nel 1858 che sancirono l'alleanza di Francia e Italia contro l'Impero Austriaco e portarono alla seconda guerra d'indipendenza. Fu il conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto a commissionare l'opera e a conservarla fino al 1886 nella sua casa, per poi donarla alla Pinacoteca di Brera (dove è ancora oggi conservata). Noi vi sveliamo qualche curiosità: il momento è quello del saluto trai due amanti, qualche attimo prima che il giovane parta per combattere, i colori delle loro vesti (abito azzurro e il risvolto bianco delle maniche di lei, calzamaglia rossa e abito verde di lui) rappresentano i tricolori di Francia e Italia, alle spalle di lui un'ombra appare in lontananza, chi sarà?

Il bacio, Francesco Hayez, 1861

La seconda versione, realizzata nel 1861 per la famiglia Mylius, si discosta dall'originale per l'abito indossato dalla ragazza che diventa bianco, per eliminare così il riferimento alla Francia, dopo che, con la Pace di Villafranca, Venezia, patria dell'artista, rimase agli austriaci. 

 Il bacio, Francesco Hayez, 1867

Infine la terza versione, del 1867, si riconosce per il mantello verde acceso dell'uomo e un drappo bianco lasciato sulle scale, il dipinto diventa l'allegoria della collaborazione: due nazioni unite rendono possibile l'unificazione italiana.

Triste presentimento, Gerolamo Induno, 1862

Ma il successo di questa amatissima opera non finì qui. Dopo soli tre anni dalla prima versione Gerolamo Induno raffigurò Il bacio nel suo Triste presentimento. I due quadri sono oggi esposti alla Pinacoteca di Brera, uno di fronte all'altro.


E arrivando ai giorni nostri, chi non ne ha mangiato almeno uno (o due, o tre, uno dopo l'altro)? Federico Seneca, Direttore Artistico della Perugina, si riferì proprio al Bacio per ideare la scatola blu con la coppia che si bacia sotto un cielo di stelle. 

Buona visita,
Piccola Milano

Indirizzi utili:

Gallerie d'Italia - Piazza Scala
Piazza della Scala, 6
Milano
M3 Duomo

Pinacoteca di Brera
via Brera, 28
Milano
M2 Lanza, M3 Montenapoleone
tram 1,4,12,14,27

Opere citate:

Gruppo della famiglia del pittore con il primo autoritratto, 1807
olio su tela, cm 134 x 94,5
Treviso, Museo Civico L. Bailo

Laocoonte, figlio di Priamo e sacerdote di Apollo, vittima, coi figli, della vendetta di Minerva, per cui partirono due grossi serpenti da Tenedo per avvinghiarli a morte nelle loro spire, 1812
olio su tela, cm 175 x 246
Milano, Accademia di Brera

Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV, 1859
olio su tela, cm 112 x 88
Milano, Pinacoteca di Brera

Il bacio, 1861
olio su tela, cm 127 x 95
Collezione privata

Il bacio, 1867
olio su tela, cm 116,8 x 80
Collezione privata 

Triste presentimento, 1862
olio su tela, cm 67 x 86, 
Milano, Pinacoteca di Brera